Le Cause del Cyberbullismo

Quante volte ci siamo interrogati su quali fossero le cause del bullismo e del cyberbullismo? Quante volte abbiamo cercare di dare una ragione a simili violenze psicologiche e fisiche? Troppe, tante, e quasi sempre questa domanda non ha avuto una risposta.

Abbiamo dato la colpa ad una società marcia, piena di rabbia e odio, sentimenti che devastano ogni cosa che incontrano. Ripercorriamo insieme la storia di queste due piaghe sociali, che colpiscono ogni giorno un bambino su due.

Bambina piange perchè schernita dai compagni di scuola

Come nasce il bullismo?

Erano gli anni Settanta quando per la prima lo psicologo svedese Dan Olweus utilizzò il termine inglese “bullying”. Cosa voleva indicare? Tutte le prepotenze che avvenivano negli scenari scolari e mietevano ogni giorno tantissime vittime

La sua definizione del bullismo è più che mai attuale: “Uno studente è oggetto di azioni di bullismo, ovvero prevaricato o vittimizzato, quando viene esposto ripetutamente nel corso del tempo alle azioni offensive messe in atto da parte di uno o più compagni“.

Con questo ovviamente non voleva escludere il singolo episodio di attacco, che spesso può rivelarsi essere di violenza e impatto maggiore.

Cause del bullismo

Cercare di identificare tutte le cause che possono dar vita e scatenare comportamenti offensivi e lesivi verso terzi è impossibile. Cercheremo di fornire una panoramica generale, che possa essere d’aiuto a tutti i genitori.
bambina con la testa sul banco di scuola presa in giro delle compagne di classe

2) Modelli educativi familiari

Sono loro che ci insegnano a crescere. Sono loro che ci accompagnano sin dai primi passi della nostra vita: i genitori. E’ impossibile non pensare che tra le possibili cause del bullismo non vi sia l’ambiente familiare

Quante volte hai sentito dire che un genitore è troppo permissivo nei confronti dei suoi figli? Quante volte invece è stato criticato il suo essere autoritario e rigido?

Gli eccessi, come in tutte le cose, non vanno mai bene e portano a serie complicazioni nello sviluppo e nella formazione della corretta personalità del bambino Olweus identificò tre fattori principali nell’educazione familiare, che hanno un ruolo determinante nella predisposizione al bullismo.  Il primo è l’atteggiamento emotivo di indifferenza.

Non sono poche le storie di bambini, ragazzi, adolescenti che vengono ignorati dai propri genitori. Mai una carezza, mai un gesto di affetto, mai una parola dolce. Il non sentirsi amato da chi per natura dovrebbe farlo è una grave ferita, che spesso può portare a riversare questa rabbia, questo odio su chi non ha nessuna colpa se non quella di averci incontrato sul proprio cammino. 

Il secondo è il permissivismo educativo. Dire sempre sì e accontentare tutte le richieste dei nostri figli di certo non è il modo migliore (se non il peggiore) per educarli. Anzi, tutto ciò potrebbe davvero costarti caro. I bambini devono capire sin dall’infanzia che ogni cosa ha il proprio valore, e che non sempre è possibile ottenere tutto ciò che si desidera.

I “No” aiutano a crescere, a formare correttamente la propria personalità e a dare il giusto peso a ciò che ci circonda

L’ultimo punto è l’abuso di autorità punitiva fisica. Cosa viene insegnato al bambino? Che imporre una violenza fisica e psicologica non è un male, anzi l’unica soluzione per risolvere determinate problematiche. I bulli pensano che i loro comportamenti non siano offensivi, sbagliati e lesivi, ma normali ed accettabili.

Proprio perché hanno avuto questo insegnamento e conoscono questo “modo” per relazionarsi con gli altri. Un modello educativo totalmente inammissibile e condannabile. E’ opportuno precisare che il bullismo non si manifesta soltanto in seguito a situazioni familiari complicate.

Foto di un ragazzo che picchia un suo compagno commettendo un atto di bullismo
bambina con la testa sul banco di scuola presa in giro delle compagne di classe

2) La cerchia di amici o il cosiddetto “branco”

“Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”. Non esiste proverbio più vero. Soprattutto nella fase dell’adolescenza, i ragazzi si distaccano dai genitori, come segno di ribellione, di indipendenza e si creano quella che spesso definiscono la “loro seconda famiglia”.

Gli amici sono i parenti che non ci siamo scelti, quelle persone che ci accompagnano nella nostra vita, influendo notevolmente nelle nostre decisioni.  Selezionare la compagnia giusta è importantissimo, soprattutto quando si è alla ricerca di una nuova identità, in seguito ai cambiamenti fisici, psicologici e sessuali, che si affrontano nell’età dello sviluppo. 

Con questo non vogliamo dire che avere un proprio gruppo di amici sia una cosa errata. Anzi, gli amici sono quel valore aggiunto che impreziosisce la nostra vita. Ma se li scegli sbagliati, possono assolutamente rovinartela. Ti sarà capitato tantissime volte che i tuoi genitori ti abbiano detto “La tua amica o il tuo amico non mi piace, non fa per te”.

In quel momento sicuramente ti sarai arrabbiato, li avrai accusati di giudicare superficialmente chi non conoscevano, ma alla fine, al 99% ti sarai ritrovato a dar loro ragione.

Il bullismo rovina davvero la vita, ed è meglio ascoltare chi ci ama incondizionatamente e accettare i loro consigli, piuttosto che immettersi in un tunnel di rabbia e violenza dal quale uscire difficilmente.

Bullo aggredisce un suo compagno a scuole mentre il resto del gruppo filma la scena

3) L’influenza della società

Come possiamo non essere influenzati da tutto ciò che ci circonda? La società da sempre ha un ruolo fondamentale nella predisposizione del carattere del bullo: non si diventa violenti o cattivi da un giorno all’altro, ma in seguito ad una serie di vicissitudini che hanno cambiato la nostra vita.

Soprattutto nella fase in cui stiamo crescendo e cercando la nostra identità, il nostro posto nel mondo, tutto ciò che vediamo, che viviamo quotidianamente, influenza il nostro percorso in maniera netta e decisiva

Hai mai sentito parlare di emulazione o imitazione? Sono fenomeni più che mai ricorrenti: ci ispiriamo a dei modelli, a degli stili di vita che vengono trasmessi, spesso molto, molto errati. Ed è qui che deve intervenire il genitore: aiutare e supportare il bambino nella fase di sviluppo dandogli i più corretti insegnamenti e spiegandogli che ciò che vede, ciò che ascolta spesso non corrisponde alla realtà.

Un ruolo fondamentale ovviamente lo ha tutto ciò che riguarda il digitale. Sai a quante minacce è esposto tuo figlio ogni volta che naviga in Rete? Sai quanti pericoli incorre utilizzando impropriamente lo smartphone che gli hai regalato?

La rete è il territorio fertile per il bullo, che trova gli strumenti adatti per potenziare la sua rabbia e il suo odio, lanciando un messaggio dalla potenza indescrivibile. Ed è così che si passa dal bullismo al cyberbullismo, due facce della stessa medaglia.

Ragazza seduta a terra gioca con lo smartphone
Foto di un ragazzo che picchia un suo compagno commettendo un atto di bullismo
Bullo aggredisce un suo compagno a scuole mentre il resto del gruppo filma la scena
Ragazza seduta a terra gioca con lo smartphone

Dal bullismo al cyberbullismo attraverso la Rete

Quanti episodi di cyberbullismo avvengono ogni giorno? Basta accendere la televisione e la cronaca quotidiana porta alla luce un numero sempre maggiore di casi, spesso dall’epilogo drammatico.

Sono quelle notizie che non vorremmo mai sentire, quelle storie che non dovrebbero essere raccontate. E non perché sia errato diffonderle, anzi, il contrario.

Ciò che è sbagliato è che tutto ciò avvenga, che non si riesca a porre fine ad una piaga sociale devastante. Una forma di violenza psicologica e fisica che annienta ogni cosa che incontra, che non risparmia nessuno, neanche i tuoi cari. 

Da una recente indagine, svolta da Save The Children, il cyberbullismo è considerato il fenomeno sociale più pericoloso per il 72% dei casi. E non si tratta di allarmismo, ma di dura e crudele realtà.

illustrazione di un bullo che agisce tramite il cellulare

Perché il cyberbullismo è più pericoloso del bullismo?

Come abbiamo detto, la Rete non ha limiti, né confini. E il bullo approfitta di questo potere, utilizzandolo per diffondere il suo messaggio di odio e di violenza. Indossa una maschera virtuale, che lo fa sentire invincibile e intoccabile.

Condividono online i propri atti di violenza e umiliazione verso terzi per sfidare le autorità, per sfidare tutti coloro che entrano nel loro raggio d’azione. Una sfida che non ha risultati positivi, ma dà vita a delle vere e proprie tragedie

Tantissimi inoltre sono gli studi effettuati sul settore che hanno dimostrato come alla base del cyberbullismo vi sia la cosiddetta “distanza sociale”. Ossia la mancata percezione che i loro atteggiamenti lesivi possano provocare sofferenza e dispiacere nella vittima.

Proprio per questo, è necessario in tutti i modi combattere il cyberbullismo con le stesse armi che utilizzano “i mostri del web”: la Rete.

Ragazzo seduto nel corridoio della suola con la testa tra le gambe
illustrazione di un bullo che agisce tramite il cellulare

Conseguenze psicologiche del cyberbullismo

In Rete si trova il mezzo, l’arma più forte e potente per poter colpire l’identità e la personalità del proprio bersaglio. Una forza inedita che fa sentire i bulli “padroni del mondo” e a farne le spese sono delle persone che non hanno commesso alcun reato, che non hanno alcuna colpa o peccato da espiare.

E spesso provano a lanciare un grido di aiuto, ma non hanno più la voce per urlare il proprio dolore e si costringono a gesti estremi perché non vedono una soluzione alle proprie pene. Imbarazzo, vergogna, isolamento sociale fino ad arrivare al suicidio.

Secondo quanto è stato riportato dagli esperti del “Telefono azzurro”, le conseguenze psicologiche del cyberbullismo sono più devastanti rispetto a quelle del bullismo, proprio perché nella dimensione virtuale tutti gli atti offensivi e lesivi non vengono cancellati, ma restano lì.

Fermi, immutati e giorno dopo giorno si diffondono sempre di più con una forza incontrollabile.

Ragazzo seduto nel corridoio della suola con la testa tra le gambe
Cellulare con notifiche dell'app keepers sulla schermata di blocco
Cellullare con l''app keepers avviata

Scarica Keepers

La prima App contro il cyberbullismo.