C’è una fase della vita dei ragazzi, quella dell’adolescenza, che è più delicata di tutte le altre. E’ una fase di esplorazione, irrazionalità, istinto, crescita.

In questo lasso di tempo si inseriscono tutti gli aspetti educativi che si riveleranno le fondamenta della vita da adulto. In questo si innesta anche la sessualità.

La pornografia online

Perché parliamo di questo specifico argomento sul blog di Keepers? E’ un argomento che ci interessa molto per una ragione importante: la pornografia online.

La pratica di controllo dei dispositivi dei propri figli viene spesso additata come invasiva della privacy dei più giovani, ed è per questo motivo che molte cose passano letteralmente inosservate. Non è invece un errore tenere sotto controllo ciò che passa per le mani (veicolate dallo smartphone) dei nostri ragazzi, a volte inconsapevoli delle conseguenze di determinate azioni.

La visualizzazione dei siti pornografici diventa sempre più diffusa tra i giovanissimi, con il rischio di acquisire informazioni inappropriate per l’età che hanno. Si tratta di dinamiche spesso scoordinate dalla realtà, decontestualizzate e quindi anche diseducative. La sfera affettiva viene quindi inevitabilmente intaccata, tenendo lontani dall’empatia e dai sentimenti gli adolescenti che finiscono con alterare (anche se inconsapevolmente) il concetto di intimità

Lo studio: già a 7 anni la prima esposizione alla pornografia online

E’ stato effettuato un interessantissimo studio inglese dalla National Society for the Prevention of Cruelty to Children e della Middlesex University per comprendere l’impatto della pornografia online sui ragazzi. Sono stati coinvolti circa 1000 preadolescenti e adolescenti, di età compresa tra gli 11 e i 16 anni. Tra di essi il 53% del campione era stato esposto a contenuti pornografici sulla rete, il 28% a soli 11 anni e nel 60% dei casi la prima volta era avvenuta all’interno delle mura di casa. Inoltre, il 28% afferma di aver cliccato su questi siti casualmente, mentre il 19% dichiara di averli cercati in modo consapevole.

Un dato italiano invece riguarda i bambini a sette anni: in quest’età avviene la prima esposizione alla pornografia online, proprio grazie all’utilizzo di uno smartphone.

Sicuramente le ragazze apprezzano di meno e sperimentano più emozioni negative rispetto ai coetanei maschi. Molte di esse esprimono preoccupazione circa l’approccio, gli atteggiamenti e l’eventuale pressione che potrebbero ricevere dai coetanei maschi relativi alla sfera sessuale (leggi l’articolo sui pericoli del sexting). In generale, il 41% dei ragazzi ne rimane attratto e incuriosito, il 27% scioccato, il 24% confuso, il 23% disgustato per le immagini forti.

Cosa possono farei genitori?

Ignorare questi dati diventa pericoloso: l’utilizzo stesso di internet si riversa sulla vita reale e, lasciare che ai ragazzi vengano trasmessi messaggi non proprio conformi alla realtà, è un grave errore. Il 95% di questi bambini e adolescenti non riceve informazioni né dalla scuola né dalla famiglia. L’argomento è visto e vissuto come un tabù. Accompagnare i ragazzi durante il loro percorso di crescita, attraverso interventi di educazione uniti ad un uso sano e consapevole del web, fa parte delle azioni quotidiane dei più grandi. In fondo è molto semplice accorgersi se è accaduto qualcosa: se il bambino fa domande esplicite o comincia a fare battute sessualmente orientate, quasi certamente è entrato in contatto con contenuti pornografici. Non lo sapevi?

Non dimentichiamoci inoltre che il dark web è pieno di contenuti molto più violenti e pedopornografici, che minano il percorso di crescita e di affettività dei più giovani.

Adeguata conoscenza e formazione, utilizzo controllato dello smartphone da parte dei genitori (anche grazie ad app come Keepers), dialogo da parte degli enti preposti a farlo (scuola, associazioni, mondo sportivo, famiglia) riducono drasticamente l’approccio scorretto al mondo online della pornografia, scongiurando anche fattori più pericolosi come la pedopornografia.

Includere e non escludere per proteggere e rifugiarsi.