Come si fa a parlare ad un ragazzo/bambino che è stato o è ancora vittima di bullismo?

Tutti i genitori si sono trovati davanti a questo enorme tarlo. Come posso parlare a mio figlio? Come fare per non ferirlo o apparire troppo invadente? Come portarlo a raccontare cosa gli è successo e ad aprirsi con me?

Tutte domande che tanti genitori si pongono e alle quali non è semplice dare una risposta.

Ogni genitore ha un rapporto molto stretto e particolare con i propri figli: intimità, confidenza, affetto, sono fattori che variano e cambiano da famiglia a famiglia. Vuoi per l’educazione ricevuta vuoi per carattere, ognuno affronta i problemi in famiglia in modo completamente personale.

E, in situazioni come queste, in cui i ragazzi sono particolarmente vulnerabili, la risposta diventa ancora di più un’incognita.

E allora oggi, in occasione della Settimana Contro il Bullismo 2020, proviamo noi a dare alcune risposte su come approcciare a un figlio.

Dove

Sembra scontato ma il luogo in cui si comincia una conversazione così delicata, conta. Conta eccome! Hai bisogno di un luogo neutrale, dove il bambino si senta al sicuro, protetto: e se fosse la macchina nel tragitto prima di accompagnarlo a scuola?

Come

Il tono è essenziale. Dolcezza e affetto, ma soprattutto supporto. Sii aperto e incoraggiante, fagli capire che questo discorso è molto importante per te, come è importante la sua serenità e tutto quello che ti dirà, in totale apertura. Non forzare troppo se noti un muro: devi togliere mattone dopo mattone, è per questo che le conversazioni devono essere brevi. Dai loro il tempo di metabolizzare.

Quando

Al mattino a colazione mentre gli dai i biscotti preferiti; il pomeriggio subito dopo i compiti (magari dopo esserti complimentato con loro per la buona riuscita); con una carezza quando li metti a letto, in modo dolce e sicuro per assicurargli un sonno ristoratore e profondo. Piccoli momenti della giornata, brevi e diretti, che devi ritagliare per affrontare il discorso con leggerezza, tra una cosa e l’altra. L’obiettivo è quello di non rendere l’aria pesante e di far capire che tutto si può risolvere, insieme.

Quali parole

“Sono con te”, “Ti ascolto”, “Ti capisco”, “Parliamone”, sono parole rassicuranti. Usale appena puoi. E crea una lista degli argomenti che vorrai toccare: in questo modo non parlerai sempre delle stesse cose, con il rischio di avere una reazione di noia e fastidio. Soprattutto, riuscirai ad avere un quadro completo delle cose che vorresti sapere.

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