Il mondo della rete è di sicuro molto complesso e difficile da interpretare, soprattutto per i non nativi digitali o le fasce di età più avanzata. E’ un mondo che rispecchia la realtà ma che amplifica molte cose, affascina bambini e adulti, perché offre tantissimi spunti di riflessione e condivisione. Demonizzarlo e criminalizzarlo sarebbe controproducente e anche ingiusto: il mondo di internet porta con sé un bagaglio di opportunità fino a poco fa impensabili (pensiamo solo alla possibilità che ci ha dato durante la pandemia da Sars-Cov-2 ma anche per la didattica a distanza, per la ricerca di un lavoro, per la realizzazione di lavori prima inesistenti e così via).

Tuttavia, bisogna sviluppare un buon senso critico rispetto alle difficoltà a cui si va incontro esponendo i più piccoli alla rete.

Si tratta di un’età, quella pre e adolescenziale, in cui è alquanto difficile distinguere la realtà dal mondo virtuale, e si rischia di rimanere senza difese opportune.

Il caso del bambino di 11 anni di Napoli ci fa capire quanto in realtà questo sia molto vicino a tutte le famiglie. Si rende quindi necessaria l’educazione opportuna dei rischi e dei pericoli della rete, una realtà di dimensioni enormi spesso complicate e incomprensibili.

Le famiglie e le agenzie educative (scuole, università, enti preposti all’educazione, Polizia postale, anche i media possono fare un ottimo lavoro) devono fare rete nel sostenere un’alfabetizzazione del digitale che riguardi diverse sfere: quella dell’educazione, del lavoro, del gioco, dello studio, del tempo libero.

In questo tempo libero trascorso dai bambini e dai ragazzi, si innestano una serie di eventi che si legano alla criminalizzazione del web: manipolazione, pedo pornografia, challenge pericolose, giochi d’azzardo, revenge porn.

E’ molto importante quindi l’intervento degli adulti.

Osservare, seguire, non creare allarme o paura nei ragazzi ma educare a un utilizzo sapiente. E soprattutto educare alla parola, allo sfogo, al racconto di dinamiche che possono essere vissute con disagio (quasi sempre a ragione) da parte dei ragazzi e dei più piccoli.

Ottobre il mese della Sicurezza Informatica

Il mese di Ottobre è dedicato alla sicurezza della rete da parte dell’Unione Europea. L’ECSM è una campagna per promuovere tra i cittadini la conoscenza delle minacce informatiche e dei metodi per contrastarle, per cambiare la loro percezione di cyber minacce e fornire informazioni aggiornate in materia di protezione cibernetica e sicurezza informatica. L’ECSM è organizzato dall’agenzia europea ENISA, con svariate attività in tutti i Paesi membri dell’UE.

Qui potete trovare tutto il programma per l’Italia!