I ricercatori dell’Università di Warwick nel Regno Unito hanno scoperto che gli incubi o il terrore notturno sono più comuni nei dodicenni che hanno affermato di essere stati vittime di bullismo quando avevano tra gli 8 e i 10 anni.

Gli studiosi hanno esaminato un campione di 6.400 bambini intervistandoli e monitorandoli negli anni e hanno riscontrato che l’incubo era più ricorrente tra le vittime di bullismo

L’allarme

Così come rivela lo studio, gli incubi sono abbastanza comuni nei bambini e negli adolescenti. Diventa però un problema grave quando diventano eccessivamente frequenti, quotidiani. Un periodo di tempo prolungato della manifestazione di incubi e terrore durante la notte nei bambini, è di sicuro un chiaro campanello d’allarme. Nella stragrande maggioranza dei casi, sono dovuti a fenomeni di bullismo e cyber bullismo.

Le conseguenze

Le conseguenze di stati di agitazione durante la notte, di incubi, sonnambulismo e sogni disturbati, di insonnia, di palpitazioni e tachicardia, minano fortemente la vita di questi ragazzi,

Ogni certezza, aspettativa e sicurezza sul futuro viene inevitabilmente minata. Dalla scuola, dove ila vittima spera che qualcuno se ne accorga, che qualche insegnante intervenga, fino alla famiglia, passando per le amicizie e gli amori, nei quali non viene riposta un minimo di fiducia.

I danni a lungo termine

I problemi non riguardano solo l’età corrente che vivono questi ragazzi ma anche fino alla loro età adulta.

Il team di scienziati ha scoperto che le persone vittime di bullismo da ragazzi, hanno maggiori probabilità di avere carenze fisiche e cognitive all’età di 50 anni.

Cosa fare?

La prima fase avviene tra i genitori e gli insegnanti.

I genitori dovrebbero essere accorti e consapevoli che, se il proprio bambino fa incubi o ha disturbi del sonno troppo frequenti, questo potrebbe essere un manifestarsi di un disagio che vive a scuola a causa del bullismo. Gli insegnanti, a loro volta, dovrebbero essere consapevoli che ciò che accade tra i banchi o nelle aree ricreative (molto spesso sono i luoghi dove si concentrano questi episodi) hanno delle ripercussioni gravissime sulla salute dei bambini.

Da questo primo passo, si può partire con un dialogo aperto e sincero con i ragazzi. Invitare i propri figli a parlarne, ad esternare le proprie paure e i propri timori, può non solo portare a una “liberazione” da parte del bambino, che vedrebbe finalmente la luce nell’aiuto dei genitori, ma soprattutto potrebbe mettere in luce direttamente a scuola questo problema ed eradicarlo alla radice.