Quando il terreno di caccia dei bulli si sposta da quello più generico ad uno più preciso, riguardante la sfera privata e sessuale della vittima, si parla di Bullismo Omofobico.

Si tratta di una forma di abuso verbale o psichico diretto ad una persona, in questo caso ragazzi della stessa età (per lo più in età adolescenziale o pre-adolescenziale), che manifesta, o di cui se ne percepisce, un orientamento sessuale gay. Insulti, epiteti, aggressioni fisiche e verbali, torture psicologiche, persecuzioni, che non riguardano più “solo” motivi generici, ma che vanno ad inglobare anche una sfera intima come quella dell’orientamento sessuale.

Cosa accade nella vita reale

Le persone LGBT vivono in un clima spesso fortemente discriminatorio. Trovandosi fin da bambini a dovere affrontare un ambiente sociale (e social), familiare e scolastico che non ha una buona propensione verso le “diversità”, i fattori di stress e di mancanza di serenità (che spesso sfociano in atti estremi come la volontà di togliersi la vita) della vita delle vittime, aumentano esponenzialmente.

Cosa accade sul web
Come tutte le forme di bullismo, anche il bullismo omofobico può tramutarsi in cyberbullismo omofobico. Gli insulti, le violenze verbali, gli epiteti, possono spostarsi da una dimensione reale a una virtuale. Chat di gruppo mirate a offendere ragazzi omosessuali, sono all’ordine del giorno (leggi anche l’articolo su come arginare il fenomeno delle chat di gruppo dei bulli).

In virtù di questi aspetti, noi di Keepers, abbiamo pensato di dare qualche consiglio per affrontare il problema in modo costruttivo.

L’importanza del ruolo degli insegnanti
La prevenzione è di sicuro l’arma migliore contro queste forme di discriminazione. Un ruolo chiave viene svolto dai docenti, dai maestri e dagli insegnanti. E’ importante che la scuola faccia un primo passo per la formazione e l’informazione dei giovani adulti, educandoli al rispetto del prossimo e ai valori.

L’importanza delle parole
Spesso le persone hanno molta difficoltà a farsi accettare sulla propria tendenza sessuale, perché non rimarcano un argomento fondamentale: l’amore. Se si prova a spiegare a un bullo omofobo che le relazioni amorose non possono essere governate e che se, capovolgendo i ruoli, si sentisse discriminato solo per il fatto di amare una persona, probabilmente l’atteggiamento omofobo diminuirebbe. Non fa piacere a nessun doversi giustificare sull’amore che si prova, che sia gay o etero… In genere, la psicologia insegna, che con questa tattica, molti omofobi abbandonano il loro pregiudizio, immedesimandosi nella sofferenza altrui.

L’importanza degli affetti
Le persone preziose della propria vita vanno informate. Amici, colleghi, parenti, compagni di classe, genitori, sono le persone più vicine che vogliono essere coinvolte in queste problematiche. Parlarne con loro, può aiutare la vittima di bullismo omofobico a non sentirsi sola, a ricevere aiuto e protezione.

L’importanza del fare rete
Assistere alla bullizzazione di un ragazzo o una ragazza per la sua omosessualità, non è mai bello. E non è altrettanto bello ignorare questo fenomeno. Se anche solo una persona prende le difese della vittima, altre persone si sentiranno più forti nell’affrontare il bullo. Non bisogna mai lasciar correre fenomeni di questa gravità, perché autorizzano in automatico il bullo a farlo in futuro e depotenziano il ruolo degli altri nell’influenzare nel bene i comportamenti di questi soggetti.