Lo confermano i dati: in base a un recente report dell’OMS, a livello globale il suicidio è la seconda causa di morte (subito dopo gli incidenti stradali) tra gli under 30. I suicidi in Italia sono ugualmente allarmanti: parliamo di circa 200 casi l’anno (senza contare i tantissimi ragazzi che, per richiamare l’attenzione dei loro cari sul disagio che vivono, si fermano pochissimo prima dell’irreparabile. In Italia parliamo di 1 ragazzo su 5. Un’emergenza sociale in forte crescita, soprattutto dopo l’isolamento forzato, l’abbandono della scuola e il periodo storico aggravato dalla circolazione del Covid-19.

Ma quali sono le cause effettive di questi suicidi tra i giovanissimi?

Le ragioni del malessere che attanaglia la nuova generazione, sono da ricercare soprattutto in due motivi: il fallimento scolastico (soprattutto universitario) e il diventare oggetto di vessazione da parte dei coetanei (bullismo, cyber-bullismo, revenge porn e altre forme di maltrattamento)

L’Università

Un ambiente spesso sottovalutato dai genitori (o dai tutori e dai docenti stessi) rispetto alle difficoltà che può generare. Nelle università e durante i percorsi di studi, si insediano la maggior parte dei fenomeni di disagio psichico, stress, depressione e suicidio. Tanti sono i casi di cronaca che hanno portato alla ribalta questa problematica, mettendo in evidenza quanti giovani abbiano deciso di togliersi la vita per non confessare esami arretrati, lauree inesistenti, voti falsati e così via, alla famiglia. Famiglia che spesso, inconsapevolmente, spinge, fa pressione e genera aspettative. Quando queste vengono disattese, ecco che il giovane più fragile, decide di fare un gesto estremo. Curiosa l’incidenza dei suicidi nelle varie facoltà: secondo uno studio della rivista Student BMJ, tra gli iscritti a questa facoltà in Gran Bretagna, 1 su 7 ha pensato almeno una volta al suicidio mentre 1 su 3 ha riscontrato problemi di salute mentale.

Bullismo e Cyberbullismo

Messaggi anonimi, chat piene di insulti, episodi ripetuti di bullismo a scuola, sui social, pubblicazione non autorizzata di immagini intime, atti persecutori. Tra i giovani e i bambini sono tantissime le vittime di bullismo e cyberbullismo. Spesso i ragazzi tengono nascosti i problemi, decidendo di non parlarne con gli adulti (maestri, insegnanti, genitori, fratelli e sorelle, amici, parenti…), covando un senso di inadeguatezza che porta poi a gesti irrimediabilmente terrificanti. Anche questo un fenomeno in crescita (qui trovi l’articolo riguardante il fenomeno del Cyberbubullismo durante il lockdown) che è molti più complesso di quanto sembri, a causa di tutto il somemrso difficile da individuare.

Keepers per combattere questa emergenza

Keepers si propone di aiutare tutte le generazioni, i giovani, i bambini, i genitori, ad arginare questa terribile emergenza, individuando campanelli d’allarme che altrimenti sarebbero invisibili.

In che modo? Keepers può analizzare le chat dei ragazzi, individuare parole sospette che possono dare indizi di un possibile disagio e, nel caso ci fossero, invia una notifica al genitore. Non ci sarà bisogno di controllare e leggere tutte le chat: il genitore saprà che c’è qualcosa che non va e potrà parlarne con suo figlio prima che sia troppo tardi.

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